Art City Bologna: la guida DEFINITIVA!

Il fine settimana di Arte Fiera si avvicina a grandi passi e ComunicaMente vi offre alcuni consigli per non perdervi nel mare di mostre ed eventi che invadono la città. Il fervore a Bologna è già cominciato perché moltissime sono le mostre, le performance e le iniziative da vedere.

Il nostro itinerario è fra quelle più nascoste e indipendenti, rimandando per la main section di ArtCity all’apposita pagina artcity.bologna.it.
Ovviamente non potete non andare a vedere le due fiere che danno il “la” a tutto ciò: Arte Fiera naturalmente e SetUp Contemporary Art Fair 2018 che partono entrambe da giovedì: ma il week end dell’arte in città si allunga come Mr. Fantastic: una manna per noi appassionati che già dalla scorsa settimana abbiamo cominciato a riempire le agende e preparare gli outfit giusti per ogni occasione, facendo anche un po’ di dieta post-natalizia per figurare al meglio.


vedovamazzei

Cominciamo. Già il 20 gennaio hanno aperto due mostre consigliatissime. Partiamo dalla Galleria de’Foscherari (Via Castiglione, 2/b, fino al 10/03) dove c’è Vedovamazzei con Unexpected Landscape; il prolifico e instancabile duo, composto da Simeone Crispino e Stella Scala, indaga il tema del paesaggio, analizzato da molteplici punti di vista, attraverso una vasta gamma di media, tra cui scultura, pittura e installazioni. Imperdibile alla LABS Gallery Arte Contemporanea (Via Santo Stefano 38, fino all’8/03) Tutti nudi, a cura di Fulvio Chimento e Luca Ciancabilla che propone una ricognizione sul writing con Dado, Joys, Rusty, CK8 e Suf! (Cuoghi Corsello). Annunciata da un avviso murario alla periferia di Casalecchio – eseguito da tutti i protagonisti, insieme –, la mostra tratta anche le pareti della Galleria come uno spazio urbano che viene invaso “da sopra a sotto” e “da destra a sinistra”, con gli artisti che hanno lavorato uno accanto all’altro, senza che tra le opere vi sia distanza fisica o percettiva.


Anche lo scorso week end non sono mancate le inaugurazioni.
Venerdì 26 allo Spazio Testoni (Via D’Azeglio 50) ha aperto Royal Eros (Amore regale) personale di Mataro da Vergato, a cura della poliedrica curatrice Isabella Falbo, venticinque opere realizzate attraverso la tecnica della pittura digitale

Sabato 27 invece a Fondantico (Via de’ Pepoli 6/E) abbiamo assistito all’opening di una mostra molto molto interessante, già dal titolo: Esprit Decadentisme: Ermeneutica di un parnassianesimo contemporaneo: 9 artisti per riflettere e riportare l’arte contemporanea a un significato perduto, dimenticato da tempo.

Da martedì 30 gennaio (fino al 18/02 a Palazzo Pepoli Campogrande, Via Castiglione, 7) è in scena l’incredibile mostra SCART – Il lato bello e utile del rifiuto, progetto del Gruppo Hera a cura di Maurizio Giani e realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e Firenze, che si pone come scopo la sensibilizzazione su temi come la sostenibilità ambientale, il riuso e il riciclo. In mostra un Pinocchio alto 5 metri composto da migliaia di pezzi di pinocchietti in legno e l’installazione Business Wo/men. uomini e donne che “camminano” tra i visitatori, realizzate al 100% con materiali di scarto come filamenti e ritagli di pelle, cartone, cinture di sicurezza, sfridi di tessuto, vetro, legno, polistirolo e scaglie di plastica riciclata.


Keith Haring

E così si arriva ad oggi, mercoledì 31 gennaio, una vera giornatona. Alla Pinacoteca Nazionale (Via Delle Belle Arti 56, fino al 25/02) apre infatti Party Of Life. Keith Haring, A Vision, organizzata dalla Contemporary Concept di Gaetano la Mantia con la curatela di Diana Di Nuzzo. Per i 60 anni della nascita del grande artista americano, una mostra eccezionale con più di 60 opere, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, molte delle quali inedite al grande pubblico; per conoscere meglio il celebre artista sono in programma visite guidate e laboratori tematici per scuole e pubblico di ogni età curate da noi di ComunicaMente. Preview ad inviti da I Volpini (via Santo Stefano 10) – poi dal giorno dopo aperta a tutti – per Facing Histories, personale di Yumi Karasumaru, di cui siamo grandi estimatrici. Non riprendete fiato perché dalle 19 c’è invece l’opening di Homme/Food Homeless dell’artista ecuadoriano Marcello Martinez Vega da Maison Ventidue (Via indipendenza 22), una riflessione complessa e sfaccettata del significato attuale di identità.

Fate un bella dormita perché poi giovedì 1 febbraio Studio la Città vi aspetta ansioso presso lo spazio non convenzionale di ESSSE CAFFÈ Store (Via Galliera 18/B) dove presenta Antenati Foreste della giovane artista Giorgia Severi, dedicata agli elementi naturali che hanno creato i territori in cui viviamo.

Venerdì 2 febbraio, oltre a segnalare l’apertura di Fruit Exhibition a Palazzo Re Enzo, eccoci a Palazzo De’ Toschi (Piazza Minghetti 4/D) per la personale di Erin Shirreff, la prima in Italia, composta da due opere inedite – un video e un gruppo di sculture – realizzate per l’occasione, che danno bene l’idea di quest’artista ormai famosa in tutto il mondo.


Foreign Bodies

Sabato 3 la sempre interessante P420 Arte Contemporanea (Via Azzo Gardino, 9 fino al 31/03) presenta Foreign Bodies, doppia personale degli artisti John Coplans e June Crespo, incentrata sull’indagine del rapporto tra corpo e rappresentazione.
Art City è anche a misura di bambino: dall’1 febbraio arriva BimbòArte, il contenitore per avvicinare all’arte i bambini – anche piccolissimi – in maniera esperienziale ed emotiva, ideato e realizzato dalle tenaci ragazze di Bimbò-bambini da vivere che quest’anno tra le tante iniziative vede l’esordio come partner di Genus Bononiae. Musei nella Città. domenica 4 quindi alle ore 10.00 a Palazzo Fava – Genus Bononiae c’è la visita ascolto dell’opera d’arte con il metodo “Incontrarsi nell’arte” su opere di Rivera all’interno di México “La Mostra Sospesa” per bimbi 0-2 anni; alle 11.0 a Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna è la volta di BOlfattiva alla scoperta del mistero del naso di Bologna con Alessandro Boni di Albonia per bimbi 3-5 anni prenotazioni 335.7231625, redazione@bambinidavivere.com


Waste Anatomy;
Infine qualche consiglio per arricchire ulteriormente la vostra Art City White Night, metti caso che abbiate paura di annoiarvi: si potrebbe perciò cominciare la serata già dalle 18.00 – presso la Mostra SCART a Palazzo Pepoli Campogrande – con la performance Waste Anatomy; si potrà poi fare una pausa alle 22 comodamente seduti al Teatro Testoni Ragazzi – La Baracca per la prima italiana di Dökk, live-media performance dello studio fuse*; dalla main section di Art City, mentre sgambettate qua e là, consigliamo di fare un salto – sono veramente 30 secondi – a vedere la video-installazione La malattia del ferro di Yuri Ancarani – all’interno della cappella decorata da Tremlett incastonata nei muri di Palazzo Re Enzo – e poi correte veloci ad ammirare The Grandfather Platform, un progetto site specific di Luca Pozzi per la Sala dei Carracci di Palazzo Magnani (Via Zamboni 20); dopo, con un ultimo colpo di reni, arrivate a Palazzo Vizzani Sanguinetti (via Santo Stefano 43) per vedere Juggernaut Project, installazione dell’instancabile e adorato Luigi Franchi – Zino: 11 lightbox che sondano il rapporto intimo tra antico e contemporaneo.
Mentre girate, comunque, consiglio a tutti di cercare Vedere a Bologna e dintorni supplemento del Giornale dell’Arte con tutto quello che c’è in giro nel periodo di Artefiera, in distribuzione gratuita. Lo trovate un po’ dappertutto, ed è una vera e propria Baedeker per orientarsi in questa foresta di eventi, in cui però, credetemi, è anche bellissimo naufragare, lasciandosi trasportare da gambe – se reggono – occhi – se sanno vedere – e cuore – che non può non sentire.